Mai Arrendersi “Never back down”

Girando per il web ho trovato molto interessante e motivante questo articolo, dove “Andrea” autore di EfficaceMente, parla della sua scelta di aver abbandonato il ruolo di Manager per una multinazionale e aver scelto di dedicarsi pienamente al suo Blog.
Scelta veramente rischiosa visti i tempi che corrono.. ma ha creduto al suo progetto, e grazie a queste 7 buone ragione per non Arrendersi mai è andato sempre avanti per la sua strada.
Ho trovato molto interessante il punto 7.. ora tocca a voi dare un’occhiata a questo articolo, buona lettura!

Da: EfficaceMente.com
NON ARRENDERTI MAI.
Ci sono momenti in cui vorremmo arrenderci e mollare i nostri obiettivi, ma è proprio in questi momenti che forgiamo la nostra esistenza: sapere come affrontarli può fare la vera differenza.

 

“La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci ogni volta.”
N. Mandela.
 

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Devo farti una confessione: io ho paura. Ho paura che aver mollato la mia posizione di Manager in un’importante multinazionale, per dedicarmi ad EfficaceMente a tempo pieno, possa dimostrarsi una ca#!?ta. Ho paura che un giorno i lettori di questo Blog inizino a pensare che in fondo quello che scrivo non sia poi così importante. Ho paura che la nuova grafica, che mi è costata tempo e soldi, si dimostri un totale fiasco. Ho paura che non realizzerò neanche mezzo degli obiettivi che mi sono posto per questo nuovo anno.

E queste paure mi tengono sveglio la notte e mi fanno venir voglia di arrendermi, di tornare indietro, ad una vita che forse non mi entusiasmava, ma era sicura, tranquilla, prevedibile. Chissà, magari non sono il solo. Magari stai inseguendo anche tu un obiettivo ambizioso e stai pensando di arrenderti. Se così fosse: questo post è per te (per noi). Ci sono infatti almeno 7 buone ragioni per non arrendersi mai. Continua a leggere: non arrenderti ;-)

 

1 - Perché non conta quante volte cadi, ma quante volte ti rialzi.

Vediamo i nostri fallimenti, o i semplici ostacoli della vita, come indiscutibili segni del destino brutto e cattivo che vuole farci fallire. La verità è che siamo noi a dare un significato a tutto ciò che ci accade (te lo ricordi il modello ERE?): possiamo dunque scegliere di vedere un fallimento come una pietra tombale sui nostri progetti, oppure… possiamo scegliere di rialzarci, di tentare di nuovo, magari una strada alternativa, una strada migliore. Nell’Hagakure è scritto:

“Metti il piede in fallo e cadi sette volte, otto rialzati e risorgi.”
 

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2 – Perché avere successo “dalla sera alla mattina” richiede anni.

Siamo sempre affascinati dall’evento che suscita clamore: il ragazzino che è diventato milionario grazie ad una app; l’enfant prodige della finanza che guadagna milioni di euro speculando in borsa; i due ex-impiegati di Yahoo che intascano 19 miliardi di dollari dopo aver venduto WhatsApp a Facebook. Siamo invece poco interessati al processo che ha portato a quell’evento, alle lunghe giornate di lavoro impiegate per creare quella app, quel sistema di trading o quella piattaforma di messaggi. Sì certo, esistono le botte di cubo: nessuno le nega; ma nella stragrande maggioranza dei casi il successo richiede tempo ed una pratica costante e continuativa, anzi, a dire il vero serve una pratica deliberata.

3 - Perché se vuoi che gli altri credano in te, devi innanzitutto credere in te stesso.

Dicono che l’autostima sia uno dei segreti del successo. Hanno ragione. Puoi avere tutte le carte in regola per realizzare il tuo sogno, ma se non ci credi per primo, se non credi di essere abbastanza forte per raggiungerlo, perché dovrebbe crederci qualcun altro? Se si chiama AUTOstima un motivo c’è: infatti non te la regala nessuno, te la devi costruire, un mattone alla volta, magari partendo dall’esercizio per l’autostima di Henry Ward Beecher.

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4 - Perché non esiste mai una sola strada.

Sai cos’è peggio del fallimento? Lo stallo. Capita a volte di voler percorrere a tutti i costi una determinata strada verso il successo, salvo poi ritrovarci in qualche bel pantano, bloccati, in stallo. Allora ci intestardiamo ancor di più nel voler seguire quel sentiero sbagliato, ritrovandoci ancor di più immobili. Furbi, come le volpi, cosa facciamo? Iniziamo a pensare che il nostro obiettivo non valga poi tutti questi sforzi, che forse sarebbe meglio mollare, arrendersi: la verità è che abbiamo confuso il sentiero con la meta. Se ti trovi bloccato, semplicemente cambia strada, ma non arrenderti finché non sarai arrivato a destinazione.

5 - Perché puoi vivere il successo ogni giorno, anche se non lo hai ancora raggiunto.

Gli americani dicono “fake it, till you make it” (fingi, finché non ce la fai): il problema è che molti di noi fingono di avere successo con gli altri, rimanendo intimamente convinti di essere un totale fallimento. Perché non provare il contrario? Rilassati, non devi dimostrare niente a nessuno, se non a te stesso: non hai bisogno di apparenze o conferme esterne per “vivere il successo”, puoi essere una persona di successo in questo preciso istante; ciò che conta è adottare una mentalità di successo, vivere ogni giorno sapendo di aver dato il massimo, di aver fatto almeno un passettino verso il tuo sogno e magari aver evitato quelle che sono le 30 cause di insuccesso ;-)

6 - Perché tu sei unico (ma non sei solo).

Ci hanno detto che avere successo significa essere IL migliore. Sai che ti dico: non me ne frega niente della definizione di successo che tentano di appiccicarci addosso. Per me successo significa semplicemente esprimere la mia unicità ed essere migliore: migliore di quello che ero ieri, senza l’ossessione di dovermi paragonare con qualcun altro, se non con me stesso. Ma voler affermare la propria unicità, non significa certo isolarsi: anzi. Quando siamo colti dai dubbi, quando stiamo per arrenderci, non c’è nulla di meglio che mettere da parte il proprio ego, smetterla di fare paragoni insensati e chiedere aiuto ad una persona che stimiamo e di cui ci fidiamo.

7 - Perché quando sembra impossibile e stai per arrenderti, la vittoria è vicina.

Una volta mio padre mi ha raccontato di quando da giovane è rimasto in mezzo al mare, a largo, con la nebbia. Aveva perso completamente il senso dell’orientamento e la crescente paura gli rendeva faticosa ogni bracciata. Dopo aver tentato diverse direzioni, senza mai scorgere la riva, era pronto ad arrendersi (e tu probabilmente non avresti mai letto questa storia). Fu proprio in quel momento che si alzò la classica brezza marina e mio padre riuscì finalmente a scorgere la spiaggia, a poche decine di metri. Arrendersi non sempre è questione di vita o di morte, ma ogni volta che lo facciamo, neghiamo a noi stessi la possibilità di scorgere la “riva”. A volte è dura, terribilmente dura, e gettare la spugna sembra essere l’unica opzione ragionevole, ma è proprio in quei momenti che dovremmo ricordarci cosa ci ha spinto a nuotare così a lungo, cosa ci ha fatto andare avanti, perché potrebbe bastare solo qualche altra bracciata. In fondo…

“La notte è sempre più buia prima dell’alba.”

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